A Brescia il baseball va all’Università

Il Rettore Sergio Pecorelli ha varato un progetto in collaborazione con il CUS Brescia per l’insegnamento del batti e corri a livello accademico e anche sul campo.

 Don Landolphi è il ‘visiting professor’ che lavora in aula e sul diamante, supportando lo staff della società. Stefano Sbardolini catalizzatore del progetto

di Riccardo Schiroli

Il professor Sergio Pecorelli (foto di copertina) è un Medico (specialista in ginecologia) e Accademico italiano di fama, nonchè il Presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Ma quel che più ci interessa mettere in evidenza qui è che ama il baseball. Rettore dell’Università di Brescia dalnovembre del 2012, da anni accademici ha infatti sotto contratto un visiting professor che insegnabaseball agli studenti di Scienze Motorie.

Il CUS Brescia dopo la promozione in Serie A“E’ un’esperienza che è stata un successo” ci spiega Pecorelli al telefono “E che pensiamo di espandere. C’è certamente l’opportunità di esaminare forme di collaborazione con paesi che hanno il baseball in primo piano nei programmi universitari. Penso ovviamente agli Stati Uniti, ma anche alle cosiddette West Indies nei Caraibi, all’America Latina“.
Lei conosce bene gli Stati Uniti: “Ho lavorato presso l’Università della California Irvine” a sud di Long Beach, per la cronaca “E quando ero lì mio figlio ha iniziato a giocare a baseball a livello diLittle League. Era un prima base mancino, che ha anche attirato l’attenzione dei Toronto Blue Jays dopo aver vinto un titolo di MVP. Poi quando siamo tornati in Italia ha giocato per il CUS Brescia, per poi dedicarsi ad altri sport”.
Proprio con il contatto con il CUS Brescia sono stati messi i presupposti per questa esperienza: “Nei dirigenti del CUS Brescia di baseball ho notato una dedizione verso questo progetto che considero una dote rara” aggiunge Pecorelli “Non a caso, hanno anche ottenuto risultati importanti”.

Stefano Sbardolini, responsabile del settore baseball del CUS Brescia su delega del Presidente Artemio Carra, è il catalizzatore dell’iniziativa. Stefano Sbardolini
Il CUS Brescia ha appena conquistato la promozione nella Serie A federale, ma ha anche una grande cura del settore giovanile. Dell’iniziativa dell’Università la società beneficia direttamente sul campo: “Diciamo che abbiamo avuto un supporto al lavoro importantissimo svolto dal nostro manager Danny Gorrin, dal suo pitching coachLisandro Corba e dal coach Salvatore Condorelli” spiega Sbardolini.
“Dopo il contatto con il Professor Pecorelli ho cercato di individuare una persona che potesse svolgere il doppio ruolo: insegnante e tecnico. Per questo mi sono rivolto a Pete Caliendo negli Stati Uniti e tramite lui è arrivato il contatto giusto”.

Il visiting professor è in effetti una vecchia conoscenza del baseball italiano e non si tratta 
Don Landolphidi un accademico puroDon Landolphi (classe 1941) ha insegnato per40 anni al Brooklyn College, che nel 1990 lo ha indotto alla sua Hall of Fame, ma è da sempre un coach. La sua storia con il baseball italianoinizia nel 1972: “Max Ceccotti” allora Segretario Generale della FIBS “Era negli Stati Uniti per cercare tecnici da inviare in Italia. Partecipai a un incontro alla St. John University e venni scelto assieme ad altri 9allenatori. Venni assegnato alla Lombardia e ricordo che stavo aBollate, poi al volante di una 500 raggiungevo LodiCodogno,Sannazzaro…alla fine mi chiesero di tornare, a me e a Bill Arce“.
E qui inizia un’altra storia: “Bill fu nominato manager della nazionale italiana e mi scelse come suo assistenteDal 1973 al 1975 vivemmo stagioni fantastiche. Ci furono la vittoria sugli Stati Uniti Parma nellaCoppa Intercontinentale, la partita del fuoricampo decisivo di Lucianie, soprattutto, ci fu la vittoria dell’Europeo 1975“.
Poi? “Io e Arce avevamo idee diverse dal signor Beneck. Succede”.
Però la tua esperienza con l’Italia non finisce qui: “Nel 1982 allenai a Firenze e conquistai la promozione. Dalla fine degli anni ’90 fino al 2004 sono stato ai Falcons di Torre Pedrera ogni estate e nel 2007 sono tornato a Firenze“.
Ti faccio un nome: Alessandro Maestri… “L’ho allenato da quando aveva anni. Mi impressionò da subito il suo desiderio di diventare un campione. Quello che ha ottenuto giocando in Grande Lega in Giappone è un premio alla sua dedizione. Ma Maestri non era l’unico, di quel gruppo. Ricordo volentieri Spinelli, che gioca nella IBL, e Benvenuti, un grande talento che ha avuto problemi fisici”.
Torre Pedrera c’è una grande tradizione di baseball a livello scolastico: “Esatto. E’ fondamentale introdurre il baseball a un certo punto del percorso scolastico, se si vuole crescere sul serio”.
Brescia lo si introduce al massimo livello: “Nei primi 2 anni abbiamo avuto risultati eccellenti, anche se fare icorsi in estate va in conflitto con il fatto che gli studenti stanno preparando diversi Esami. Stiamo cercando di inserire un paio di corsi a febbraio del 2015, per coinvolgere più studenti”.
Senti, ma lo sai che ci sono alcuni tuoi ex studenti del Brooklyn College che si lamentano delle tuepreferenze per gli italiani? “I miei nonni sono nati in Italia e io ho sempre avuto il desiderio di aiutare gli italiani a raggiungere risultati. Non dimenticherò mai l’entusiasmo che trovavo nei miei primi anni in 
Italia. E lasciami dire che oggi, anche se c’è molta professionalità nelle gestione delle nazionali e dell’Accademia, sinceramente non mi sembra ci sia lo stesso entusiasmo in giro”.

Quello dell’Università di Brescia è un esperimento di grande successo e che deve riempire d’orgoglio il movimento. O forse, non è proprio un esperimento: “L’accordo avrebbe termine con l’anno accademico2014-2015” conclude Sergio Pecorelli “Ma non prevedo nessuna difficoltà ad andare avanti”.